12 Semplici Passi per Migliorare le Tue Finanze da Subito

Gen 10, 2025

Tempo di lettura: 40 minuti

Gestire al meglio e migliorare le finanze non significa solo risparmiare, ma anche pianificare, investire e conoscere gli strumenti disponibili per ottimizzare ogni scelta economica e farlo con intelligenza e consapevolezza.
Come dico sempre ricordati che è fondamentale che tu abbia le conoscenze approfondite per la gestione del denaro, essendo uno dei pilastri fondamentali nel contesto socio-economico in cui viviamo e atraverso il quale costruirai la tua libertà finanziaria.

In questo articolo trovi 12 passi concreti che puoi applicare da subito per organizzare le tue finanze e ottenere risultati tangibili nel breve e lungo termine.

1. Comprendi le Imposte che Paghi

E’ essenziale capire il sistema fiscale italiano per poter pianificare al meglio le proprie finanze ed essendoci molta confusione voglio innazitutto inziare con una precisazione: Tasse e imposte sono due cose diverse.
Siamo spesso siamo portati a chiamare tasse tutto quello che paghiamo, tuttavia questi termini hanno due significati distinti:

1. Imposte

Le imposte sono prelievi obbligatori stabiliti dallo Stato o dagli enti locali senza una specifica controprestazione diretta, ovvero senza che il contribuente riceva un servizio particolare in cambio e servono (almeno teoricamente) a finanziare beni e servizi pubblici generali, come la sanità, l’istruzione e le infrastrutture.

Esempi di Imposte in Italia:

  • IRPEF (Imposta sul Reddito delle Persone Fisiche): un’imposta progressiva sui redditi dei privati.
  • IRES (Imposta sul Reddito delle Società): applicata sul reddito delle società.
  • IVA (Imposta sul Valore Aggiunto): un’imposta indiretta applicata sui beni e servizi acquistati, che viene trasferita dal consumatore finale allo Stato.

2. Tasse

Le tasse, invece, sono contributi obbligatori che i cittadini pagano in cambio di uno specifico servizio o prestazione da parte dello Stato o di un ente pubblico. La tassa, quindi, a differenza dell’imposta, la paghi solo quando scegli di avere un servizio in cambio.

Esempi di Tasse in Italia:

  • Tassa sui Rifiuti (TARI): richiesta per il servizio di raccolta e smaltimento dei rifiuti.
  • Tasse Universitarie: versate dagli studenti per usufruire dei servizi universitari.
  • Tasse di Concessione Governativa: come quella per l’uso di radio e televisione, o per ottenere un passaporto.
  • Tasse autostradali: versate per usufruire dell’utilizzo di quel tratto stradale ad alta velocità

Differenza Chiave

In sintesi, le imposte sono prelievi non legati a una prestazione diretta e servono per finanziare la spesa pubblica generale, mentre le tasse sono legate a un servizio specifico richiesto dal cittadino e sono proporzionali all’uso di quel servizio.

Fatto chiarezza su questi punti, proseguiamo approfondendo le imposte sui redditi attorno alle quali spesso c’è molta confusione. Parliamo di IRPEF (Imposta sui Redditi delle Persone Fisiche) e i suoi attuali scaglioni:

  • 23% fino a 15.000 €
  • 25% da 15.001 € a 28.000 €
  • 35% da 28.001 € a 50.000 €
  • 43% sopra i 50.000 €

Sulle rendite finanziarie come interessi e dividendi, l’aliquota è del 26%, mentre sui titoli di Stato al 12,5%.

In base al reddito, inoltre, puoi ottenere agevolazioni, come deduzioni per spese sanitarie e contributi pensionistici.

Proseguiamo oltre facendo un’altro passo in avanti e prima di fare un esempio concreto e realistico, vediamo quali sono i dati di riferimento disponibili ad oggi in Italia:

La RAL (Retribuzione Annua Lorda) media nazionale è di 30.284 euro, secondo i dati dell’Osservatorio JobPricing raccolti nel 2022 prendendo come riferimento i lavoratori dipendenti del settore privato.

La Retribuzione Lorda Annuale media in Italia è la seguente:

  • Dirigenti, 103.418 euro
  • Quadri, 55.632 euro
  • Impiegati, 32.174 euro
  • Operai, 25.522 euro

Questi sono appunto gli importi lordi medi percepiti in busta paga, dalla quale vengono sottratte le imposte regionali, comunali, contributi INPS e appunto l’IRPEF.

Ora ti riporterò un esempio che ti permetta di comprendere bene come si calcolano le imposte da pagare allo Stato sulle proprie entrate. Cercherò di fare un esempio medio facilmente comprensibile, prendendo come spunto le statistiche dei stipendi medi pubblicate su Forbes e riferite agli studi dell’osservatorio Jobpricing.

P.S.: Le imposte considerate nell’esempio si riferiscono ale condizioni di legge riferite all’anno 2023 (verificare sempre eventuali aggiornamenti futuri sul sito dell’agenzia delle entrate).


Esempio
(situazione iniziale da analizzare):

Marco è single, ha 46 anni e lavora a Padova, nella regione Veneto.
E’ un dipendente quadro di un’importante azienda nel settore Servizi Consulenza IT e Software.
Percepisce una RAL pari a € 52.000 euro su 13 mensilità.

Nel tempo libero svolge una seconda attività come incaricato alle vendite dirette per arrotondare (inserisco questo esempio a scopo didattico per aiutarti nell’esempio fiscale) da cui ha percepito € 4.500 l’anno scorso.

Inoltre ha € 20.000 investiti in titoli di Stato che staccano una cedola annuale del 3%.

Infine ha un investimento di € 40.000 in ETF a distribuzione trimestrale 

Esempio (analisi):

Iniziamo con il fare i conti sullo stipendio per calcolare imposte e percepito netto:

Imposta regionale: imposta fissa pari a 1,23%.
Nel nostro caso è pari a € 639,60 (52.000 * 1,23%)


Imposta Comunale (varia dal 0,2% al 0,8%): Padova applica l’mposta pari al 0,8%.
Nel nostro caso è pari a € 416 (52.000 * 0,8%)


Contributi INPS: Equivale al 33%, di cui il 9,19% a carico del lavoratore e il 23,81% a carico del datore di lavoro.
Nel nostro caso è pari a € 4778,80 (52.000 * 9,19%)


IRPEF (Imposta sui Redditi delle Persone Fisiche):

Primo Scaglione (fino a 15.000 €): aliquota del 23%
Secondo Scaglione (da 15.001 a 28.000 €): aliquota del 25%
Terzo Scaglione (da 28.001 a 50.000 €): aliquota del 35%
Quarto Scaglione (oltre 50.000 €): aliquota del 43%

Eseguiamo dunque il calcolo suddiviso per ogni scaglione:

Primo Scaglione (fino a 15.000 €): aliquota del 23%
Imposta: 15.000 x 23% = € 3.450

 

Secondo Scaglione (da 15.001 a 28.000 €): aliquota del 25%

Reddito su cui calcolare l’imposta:

28.000 – 15.000 = € 13.000

Imposta: 13.000 x 25% = € 3.250

 

Terzo Scaglione (da 28.001 a 50.000 €): aliquota del 35%

Reddito su cui calcolare l’imposta: 50.000 – 28.000 = 22.000

Imposta: 22.000 x 35% = € 7.700

 

Quarto Scaglione (oltre 50.000 €): aliquota del 43%

Reddito su cui calcolare l’imposta: 52.000 – 50.000 = 2.000

Imposta: 2.000 x 43% = € 860

 

Totale IRPEF

€ 3.450 + € 3.250 + € 7.700 + € 860 = € 15.260

Quindi, per un reddito di 52.000 € l’imposta IRPEF totale è di 15.260 €

TipologiaImporto
Stipendio€ 52.000
Regionale– € 640
Comunale– € 416
INPS– € 4.779
IRPEF– € 15.260
Totale Tasse– € 21.095
Stipendio Netto Annuo€ 30.905
Stipendio Netto Medio Mensile€ 2.575
Incidenza Tassazione40,57%

 

A questo aggiungiamo le entrate come incaricato alle vendite dirette. Ha percepito € 4.500 che secondo la legge legge 173 del 2005 risultano già essere tassate alla fonte (23% su 78%, in pratica il 17,94% sul 100%) e non facendo cumulo sul reddito questo non incide sull’imposta irpef. Marco ha così generato altri 4.500 euro che si aggiungono ai 30.905 euro della sua prima attività.

Per quanto riguarda le attività finanziarie, i BTP a cedola annuale producono € 600 (3% di € 20.000) i quali vengono tassati al 12,5% ossia 75 euro ed essendo tassati alla fonte non incidono sull’imposta IRPEF. Il guadagno netto è pari a € 525.

Per quanto riguarda le rendite finanziarie da ETF a distribuzione, hanno distribuito un 6%, pari a € 2.400. Queste vengono tassate al 26%, pari a € 624, per un netto pari a € 1.776

Facendo i conti, il nostro amico Marco dell’esempio,
nel 2023 ha guadagnato un netto di € 30.905 + 4.500 + 525 + 1.776 = € 37.706 (una media di € 3142 mensili).

abitudini del successo, routine mattutina

2. Analizza le Tue Spese

Un passo fondamentale per migliorare le finanze è acquisire una visione chiara di come spendi il tuo denaro.
Spesso, piccoli importi non tracciati si accumulano, erodendo i tuoi risparmi senza che te ne accorga.
L’analisi delle spese non riguarda solo il “dove” spendi, ma soprattutto il “come” e il “perché”.

Classifica le Tue Spese

Suddividi le spese in fisse e variabili:

  • Spese Fisse: Mutuo, affitto, utenze, assicurazioni, rate di prestiti. Sono prevedibili e difficili da eliminare, ma possono essere ottimizzate (ad esempio, rinegoziando un mutuo o cambiando fornitore).
  • Spese Variabili: Abbigliamento, ristoranti, viaggi, svaghi. Sono più flessibili e spesso il punto ideale per iniziare a risparmiare.

Esempio Pratico:

Paola ha un reddito mensile di 2.500 € e spende:

  • 1.000 € in spese fisse (mutuo, bollette e assicurazioni).
  • 1.200 € in spese variabili (ristoranti, shopping, abbonamenti).
  • 300 € senza una chiara destinazione.

Dopo un mese di tracciamento, scopre che può risparmiare:

  • 200 € riducendo i pasti fuori casa.
  • 100 € cancellando abbonamenti inutilizzati.

Questo le permette di mettere da parte 300 € extra al mese, ovvero 3.600 € in un anno.


Strumenti per Analizzare le Spese

Oggi esistono molte risorse che ti aiutano a monitorare le spese, tra cui:

  • App di Budgeting: Strumenti come YNAB, Money Manager o Spendee tracciano automaticamente le spese, categorizzandole.
  • Foglio Excel o Google Sheets: Una soluzione personalizzabile, ideale per chi preferisce un approccio manuale
  • Estratti Conto: Analizzare gli addebiti direttamente dal conto corrente ti aiuta a identificare spese non necessarie o ricorrenti.

La Regola 50/30/20

Un modo semplice per migliorare le finanze è applicare la regola del 50/30/20, che prevede di suddividere il reddito mensile in tre macro categorie:

  1. 50% per spese essenziali (mutuo, bollette, alimentari).
  2. 30% per spese discrezionali (svaghi, viaggi, hobby).
  3. 20% per risparmi e investimenti.

Esempio Pratico con Reddito Mensile di 2.500 €:

  • 50% Spese Essenziali: 1.250 €
  • 30% Spese Discrezionali: 750 €
  • 20% Risparmi: 500 €

Se la tua attuale suddivisione non rispetta questa regola, puoi lavorare per riequilibrarla, ad esempio riducendo le spese discrezionali che sono le meno importanti (specie quando ancora devi costruire, e vuoi velocizzare, la tua abbondanza finanziaria.


Errori Comuni nell’Analisi delle Spese

  • Ignorare le Piccole Spese: Un caffè da 1,50 € al giorno sembra insignificante, ma accumula 547,50 € all’anno. Cappuccino e briosche per un media di € 4,00 al giorno diventano quasi 1500 all’anno.
  • Non Monitorare gli Abbonamenti: Piattaforme streaming, palestre non frequentate e servizi inutilizzati possono costare centinaia di euro l’anno.
  • Confondere Necessità e Desideri: L’acquisto di un nuovo smartphone ogni anno è spesso un desiderio, non una necessità.

Consiglio Pratico: Il Metodo “Zero-Based Budgeting”

Con questo metodo, assegni una destinazione a ogni euro che guadagni, eliminando così il denaro “sprecato”:

  1. Registra il reddito mensile totale.
  2. Elenca ogni spesa mensile prevista.
  3. Sottrai le spese dal reddito fino a raggiungere zero.

Esempio

Con un reddito di 2.500 €, pianifica ogni euro:

  • 1.200 € per spese fisse.
  • 800 € per spese variabili.
  • 500 € per risparmi. Questo approccio ti obbliga a pensare attentamente a ogni voce di spesa, migliorando così la tua disciplina finanziaria.

3. Calcola il Tuo Tasso di Risparmio

Conoscere il tuo tasso di risparmio è essenziale per migliorare le finanze, perché ti permette di valutare quanto del tuo reddito riesci a destinare al risparmio. Questo indicatore è un pilastro per la pianificazione finanziaria, poiché rappresenta la tua capacità di accumulare denaro per obiettivi futuri o per affrontare imprevisti.

Formula del Tasso di Risparmio

La formula è semplice e diretta:

Esempio Pratico:

  • Reddito Totale Mensile: 2.500 €
  • Risparmi Mensili: 500 €

Tasso di Risparmio:

(500 / 2500) x 100 = 20%

Un tasso di risparmio del 20% è un ottimo punto di partenza per costruire una base finanziaria solida. Ora in base i tuoi obiettivi, età, propensione al rischio, ecc. una gran parte di quelli andrebbero investiti per proteggersi da inflazione e produrre degli ulteriori redditi.

E la magia avverrà quando anche tu avrai una situazione in cui le rendite prodotte dai tuoi investimenti ripagano completamente il tuo stile di vita.


Qual è un Buon Tasso di Risparmio?

Non esiste una risposta universale, ma alcuni suggerimenti pratici sono:

  • Inizio Modesto: 10-15% del reddito è un obiettivo realistico per chi ha appena iniziato a risparmiare.
  • Ambizione a Lungo Termine: Incrementa gradualmente il tasso fino al 20-30%, soprattutto se hai obiettivi finanziariamente importanti come costruirti un fondo pensionistico, la libertà finanziaria oppure se vuoi fare come la massa  (anche se è un errore dal punto di vista finanziario) acquistarti la prima casa.

Esempio Avanzato:

Anna guadagna 3.000 € al mese e risparmia 450 €, il che equivale al 15%.
Decide di aumentare il suo tasso di risparmio tagliando 200 € mensili dalle spese variabili (es., riducendo i pasti fuori casa).
Ora risparmia:


Come Incrementare il Tuo Tasso di Risparmio

Per migliorare il tuo tasso di risparmio, considera le seguenti strategie:

– Riduci le Spese Superflue

  • Rivedi le spese variabili, come abbonamenti non utilizzati o acquisti impulsivi.
  • Fai una lista della spesa dettagliata per evitare di comprare più del necessario.

– Aumenta le Entrate

  • Valuta lavori extra o entrate secondarie, come il freelance o l’affitto di una stanza inutilizzata.
  • Vendi cose che non utilizzi più e fai “cassa”
  • Investi in formazione per aumentare il tuo valore sul mercato del lavoro.

– Automatizza i Risparmi:

  • Imposta un trasferimento automatico mensile verso un conto di risparmio o investimento (a cui non avrai carte di debito o credito utilizzabili ovviamente)

Regola Pratica: “Paga Te Stesso per Primo”

Questa regola ti impone di destinare una parte del reddito ai risparmi prima di pagare qualsiasi altra spesa.
È un metodo semplice ma potente per migliorare le finanze.

Esempio Pratico:

Luca guadagna 2.000 € al mese.
Applica la regola “paga te stesso per primo” e trasferisce 300 € a un conto di risparmio appena riceve lo stipendio, mentre il restante 1.700 € viene usato per le spese.

    4. Imposta Obiettivi Finanziari Realistici

    Per migliorare le finanze è fondamentale stabilire obiettivi chiari e realistici. Un obiettivo finanziario ben definito ti permette di pianificare, monitorare i progressi e rimanere motivato nel lungo termine.

    Il Metodo SMART per Definire gli Obiettivi

    Un obiettivo efficace deve essere SMART:

    • Specifico: Descrivi esattamente cosa vuoi raggiungere (es. “Risparmiare 10.000 € per un anticipo casa”).
    • Misurabile: Associa una cifra concreta o un criterio per misurare i progressi.
    • Achievable (Raggiungibile): Sii realistico in base alla tua situazione finanziaria.
    • Rilevante: L’obiettivo deve avere un impatto positivo sulle tue finanze, pertanto stimolante ed ambizioso, senza esagerare.
    • Temporizzato: Definisci una scadenza chiara (giorno, mese e anno).

    Esempio Pratico SMART:

    • Obiettivo: Risparmiare 5.000 € in 12 mesi a partire da oggi (inserire data precisa) per un viaggio di 40 giorni in Namibia, in Africa per (indicare i motivi).
    • Piano: Mettere da parte 417 € al mese tagliando spese superflue (es. riducendo pranzi fuori casa o abbonamenti inutilizzati).

    Categorie di Obiettivi Finanziari

    Gli obiettivi possono essere suddivisi in base alla durata:

    1. Breve Termine (entro 1 anno): Obiettivi come creare un fondo di emergenza o saldare un piccolo debito.
    2. Medio Termine (1-5 anni): Risparmiare per una vacanza, un’auto o un corso di formazione.
    3. Lungo Termine (oltre 5 anni): Pianificare un pensionamento anticipato, acquistare una casa o accumulare capitale per investimenti.

    Esempio di Pianificazione:

    DurataObiettivoStrategia
    Breve TermineFondo di emergenza (6.000 €)Risparmiare 500 € al mese per 1 anno.
    Medio TermineAcquisto auto (15.000 €)Risparmiare 300 € al mese per 4 anni.
    Lungo TermineAnticipo casa (50.000 €)Investire risparmi in ETF per 10 anni.

    Come Raggiungere gli Obiettivi

    – Automatizza il Risparmio
    Imposta un trasferimento automatico mensile verso un conto di risparmio. Ad esempio, se l’obiettivo è risparmiare 5.000 € in 2 anni, trasferisci automaticamente 208 € ogni mese.

    – Suddividi in Traguardi Minori
    Un obiettivo grande può sembrare scoraggiante, ma dividerlo in tappe più piccole lo rende più raggiungibile.
    Pensaci, se dovessi andare in auto da Milano a Berlino, essendo oltre 1.000km presumo ti fermeresti una notte per riposare, pertanto 500km per volta sono molto più “digeribili” un pò come il detto che un’elefante si mangia una fetta per volta.

    – Monitoraggio Costante
    Così come guarderesti di tanto in tanto il navigatore durante un viaggio, allo stesso modo devi fare per questi tuoi obiettivi finanziari, giusto un check per vedere se sei in carreggiata giusta. Usa strumenti come Excel o app di gestione finanziaria per controllare i tuoi progressi.

    Esempio Pratico: Luca vuole accumulare 12.000 € in 3 anni per un anticipo su una casa. Divide l’obiettivo in traguardi:

    • Risparmiare 4.000 € ogni anno.
    • Risparmiare 333 € al mese. Tracciando i progressi ogni trimestre, si assicura di rimanere sulla giusta strada.

    Errori Comuni da Evitare

    – Obiettivi Troppo Generici
    Dire “Voglio risparmiare più soldi” non è efficace. L’obiettivo deve essere specifico.

    – Sottostimare le Spese Imprevisti
    Considera sempre un margine per coprire emergenze senza compromettere i tuoi obiettivi. Potresti considerare un 10% in più mensile per ogni tuo obiettivo

    – Non Rivedere gli Obiettivi
    La vita cambia. Rivedi e adatta gli obiettivi in base alla tua situazione finanziaria.


    La Regola del 70/20/10

    Un approccio utile per gestire il reddito è la regola del 70/20/10:

    • 70%: Spese essenziali e variabili.
    • 20%: Risparmio per imprevisti e obiettivi.
    • 10%: Investimenti a lungo termine.

    Esempio con Reddito di 3.000 €:

    • 70% Spese: 2.100 €.
    • 20% Risparmi Obiettivi: 600 €.
    • 10% Investimenti: 300 €.

    Esempio di Tabella per Monitorare Obiettivi

    ObiettivoImporto TotaleTempo StimatoImporto Mensile Necessario
    Fondo Emergenza6.000 €12 mesi500 €
    Viaggio3.000 €6 mesi500 €
    Acquisto Auto15.000 €4 anni313 €
    Anticipo Casa50.000 €10 anni417 €

    Impostare obiettivi finanziari chiari e realistici è il primo passo per prendere il controllo delle tue finanze.
    Applicando il metodo SMART e monitorando i tuoi progressi sono convinto che potrai migliorare le finanze e raggiungere traguardi significativi. Spero fin qui questo articolo ti sia di aiuto!

      5. Sfrutta l’Interesse Composto

      L’interesse composto è uno degli strumenti più potenti per migliorare le finanze, poiché permette al tuo denaro di crescere esponenzialmente nel tempo. A differenza dell’interesse semplice, che viene calcolato solo sul capitale iniziale, l’interesse composto genera guadagni anche sugli interessi già maturati gli anni precedenti.


      Cos’è l’Interesse Composto

      L’interesse composto funziona reinvestendo i profitti generati dal tuo capitale, creando un effetto “a valanga” sul tuo patrimonio.

      Formula:

      Dove:

      • A: Importo futuro (capitale + interessi)
      • P: Capitale iniziale
      • r: Tasso di interesse annuale
      • n: Numero di anni

      Esempio Pratico

      Investi 10.000 € con un tasso di interesse annuo del 7% per 20 anni. Senza ulteriori contributi, il tuo capitale crescerebbe così:

      1. Calcolo del Primo Anno:

      1. Calcolo del Secondo Anno:

      Dopo 20 anni:

      Grazie all’interesse composto, il tuo capitale iniziale di 10.000 € si è quasi quadruplicato in 20 anni. Se vuoi fare alcune prove con risultati e grafici istantanei puoi usare il mio calcolatore interesse composto gratuito.


      L’Importanza del Tempo

      Prima inizi a investire, maggiore sarà l’effetto dell’interesse composto. Anche piccoli importi investiti presto possono generare grandi risultati nel lungo termine.

      Confronto Temporale:

      • Investimento di 10.000 € a 7% per 20 anni: 38.697 €
      • Investimento di 10.000 € a 7% per 30 anni: 76.123 €

      Lezioni:

      1. Inizia a investire il prima possibile.
      2. Lascia il tuo capitale investito per periodi lunghi.

      Dove Applicare l’Interesse Composto

      – ETF e Fondi Indicizzati
      Questi strumenti sono ideali per chi cerca una crescita a lungo termine grazie ai reinvestimenti automatici dei dividendi.

      – Piani di Accumulo del Capitale (PAC)
      Ti permettono di investire somme regolari, sfruttando sia l’interesse composto che il cosiddetto “preazzo medio di carico” (riduzione del rischio legata alla volatilità).

      – Conti Deposito
      Sebbene offrano tassi inferiori, sono una soluzione sicura per chi vuole iniziare a investire.


      Errori Comuni da Evitare

      – Ritirare Troppo Presto: L’interesse composto funziona meglio con un orizzonte temporale lungo. Ritirare i fondi troppo presto riduce drasticamente i guadagni. Per questo è consigliabile qui fare solo investimenti di lungo periodo per sfruttarne la leva.

      – Sottovalutare i Costi
      Commissioni elevate possono erodere il rendimento composto. Prediligi strumenti con bassi costi di gestione (es. ETF).

      – Non Reinvestire i Profitti
      Reinvestire gli utili è essenziale per massimizzare il potenziale di crescita, pertanto scegli soluzioni dove il rendimento viene reinvestito e non vengono distribuiti gli utili con regolarità (es. trimestrale o annuale).


      Tabella di Rendimento dell’Interesse Composto in comparazione all’Interesse Semplice

      Come riferimento ipotizziamo un Investimento iniziale di € 10.000 e rendimento annuo pari al 7%.
      Ti renderai conto da solo di quanto nel lungo periodo l’interesse composto sia più potente rispetto a un interesse semplice.

        migliorare le finanze - tabella di confronto tra interesse composto e interesse semplice

        Conclusione

        L’interesse composto è il tuo alleato più potente per migliorare le finanze. Pianifica investimenti a lungo termine, sfrutta il tempo a tuo favore e reinvesti costantemente per massimizzare i risultati. Utilizza il mio calcolatore per fare le tue prove. L’ho programmato apposta per darti uno strumento gratuito.

          6. Conosci le Diverse Classi di Asset

          Ogni classe di asset ha caratteristiche uniche in termini di rischio, rendimento e liquidità.
          Comprendere queste differenze ti permette di costruire un portafoglio equilibrato e resiliente.


          Le Principali Classi di Asset

          – Liquidità
          Si tratta di denaro disponibile immediatamente, come quello presente in conti correnti o depositi a breve termine.

            • Pro: Sicurezza, alta liquidità.
            • Contro: Rendimento basso o nullo.
            • Esempio: Un conto corrente con saldo di emergenza.

          1. – Azioni
          2. Rappresentano una quota di proprietà di un’azienda. Il rendimento proviene dalla crescita del valore delle azioni e dai dividendi.
          3.  
            • Pro: Potenziale di alti rendimenti.
            • Contro: Alta volatilità.
            • Esempio: Investire in azioni di grandi aziende come Nvidia, Apple o Amazon.

          Obbligazioni
          Titoli di debito emessi da governi o aziende. Pagano interessi regolari.

            • Pro: Rischio più basso rispetto alle azioni.
            • Contro: Rendimenti inferiori alle azioni.
            • Esempio: Titoli di Stato italiani (BTP).

          Immobili
          Investimenti in proprietà residenziali o commerciali.

              • Pro: Fonte stabile di reddito passivo (affitti).
              • Contro: Scarsa liquidità, alti costi iniziali.
              • Esempio: Acquistare un appartamento da affittare.

            – Materie Prime
            Oro, petrolio, argento e altre risorse naturali.

             

              • Pro: Protezione dall’inflazione.
              • Contro: Prezzi volatili, nessun reddito passivo.
              • Esempio: Investire in ETF su materie prime.

            Come Scegliere le Classi di Asset

            – Definisci il Tuo Profilo di Rischio:

              • Rischio Basso: Concentrati su obbligazioni e liquidità.
              • Rischio Medio-Alto: Includi azioni e materie prime.

            1. – Valuta il Tuo Orizzonte Temporale:
              • Breve Termine (1-3 anni): Prediligi liquidità e obbligazioni.
              • Lungo Termine (oltre 10 anni): Azioni e immobili possono offrire rendimenti migliori.

            – Considera i Costi:

              • Gli ETF offrono diversificazione a costi contenuti rispetto ai fondi gestiti.

            Errori Comuni da Evitare

            1. Investire Tutto in un Solo Asset: Avere tutto il capitale in azioni di una sola azienda è rischioso.
            2. Ignorare i Costi di Transazione: Commissioni elevate possono ridurre i rendimenti.
            3. Non Ribilanciare il Portafoglio: Controlla periodicamente la distribuzione per adattarla ai tuoi obiettivi.

            7. Tasso di Interesse: Amico o Nemico?

            Il tasso di interesse è una delle variabili finanziarie più importanti, capace di lavorare a tuo favore (quando investi) o contro di te (quando contrai debiti). Capire come funziona ti permette di sfruttarlo per migliorare le finanze e ridurre i costi.


            Cos’è il Tasso di Interesse?

            Il tasso di interesse rappresenta il costo del denaro prestato o il rendimento di un investimento. Si esprime in percentuale e si applica a una base annua.

            Esempio:

            • Debito: Hai un prestito di 10.000 € con un tasso del 6%. Pagherai 600 € di interessi all’anno.
            • Investimento: Investi 10.000 € con un tasso del 4%. Guadagnerai 400 € di interessi all’anno.

            Tipologie di Tassi di Interesse

            Tasso Fisso
            Rimane invariato per tutta la durata del contratto.

              • Pro: Stabilità e prevedibilità.
              • Contro: Potrebbe risultare alto se i tassi di mercato scendono.
              • Esempio: Un mutuo a tasso fisso del 2%.

            Tasso Variabile
            Cambia in base alle condizioni di mercato o a un indice di riferimento (es. Euribor).

              • Pro: Potenziale risparmio se i tassi scendono.
              • Contro: Rischio di aumento dei costi.
              • Esempio: Un prestito personale legato all’Euribor + 2%.

            Tasso Composto
            Viene calcolato non solo sul capitale iniziale, ma anche sugli interessi maturati.


            Come il Tasso di Interesse Influenza il Debito

            Il tasso di interesse influisce sul costo totale del tuo debito, aumentando o diminuendo l’importo che dovrai restituire.

            Esempio Pratico di Prestito:

            Prestito: 10.000 € per 5 anni

            Tasso 5% Fisso:

              • Rata Mensile: 188,71 €
              • Totale Restituito: 11.322 €
              • Interessi Totali: 1.322 €

            Tasso 7% Fisso:

              • Rata Mensile: 198,01 €
              • Totale Restituito: 11.881 €
              • Interessi Totali: 1.881 €

            Come si nota, anche un piccolo aumento del tasso di interesse può incidere significativamente sui costi complessivi.


            Strategie per Sfruttare il Tasso di Interesse a Tuo Favore

            Confronta le Offerte:

              • Quando cerchi un prestito, confronta sempre le offerte di diverse banche o istituzioni finanziarie.
              • Usa comparatori online per verificare il TAEG (Tasso Annuo Effettivo Globale), che include tutte le spese.

            Rinegozia i Debiti:

              • Se hai un mutuo o un prestito con un tasso alto, valuta la possibilità di rinegoziarlo o surrogarlo. Anche solo abbassarlo di 0,5% potrebbe significare migliaia di euro

            Usa il Tasso Composto per Investire:

              • Prediligi investimenti che reinvestono automaticamente gli interessi, come gli ETF ad accumulazione, per massimizzare i guadagni nel lungo termine come già anticipato in uno dei capitoli precedenti.

            Errori Comuni da Evitare

            Ignorare il TAEG
            Molti si concentrano solo sul TAN (Tasso Nominale Annuo), ma il TAEG rappresenta il costo reale del prestito ed è in assoluto quello più importante.

            Sottovalutare il Tasso Variabile
            Un tasso variabile basso oggi potrebbe salire drasticamente, aumentando le rate (ed è un pò quello che si sono accorti in molti che pensavano di essere furbi durante il periodo post pandemia, guerre, ecc.).

            Non Sfruttare i Tassi Bassi
            Non approfittare di tassi d’interesse bassi per investire o consolidare i debiti è un’opportunità persa.


            Conclusione

            Comprendere e sfruttare il tasso di interesse è fondamentale per migliorare le finanze. Che si tratti di ridurre i costi dei debiti o massimizzare i rendimenti degli investimenti, una corretta gestione del tasso di interesse può fare la differenza tra successo e difficoltà finanziarie.

            8. Distinguere tra Debito Buono e Debito Cattivo

            Non tutti i debiti sono uguali: alcuni possono rappresentare un’opportunità per costruire ricchezza, mentre altri possono diventare un peso finanziario che ostacola il tuo progresso. Sapere distinguere tra debito buono e debito cattivo è fondamentale per migliorare le finanze.


            Cos’è il Debito Buono

            Il debito buono è quello che ti aiuta a generare valore nel tempo.
            Si tratta di investimenti che aumentano il tuo patrimonio o il tuo potenziale di guadagno.

            Esempi di Debito Buono:

            Mutuo per l’Acquisto di una Casa (per investimento)
            Una casa può aumentare di valore nel tempo. In questo caso, dal punto di vista finanziario e del debito buono, la si intende come acquisto per investimento (acquisti a sconto, home staging, rivendita).

            Prestito per Studi o Formazione
            Investire su te stesso è sempre il miglior investimento che puoi fare. Acquisire nuove skiils e competenze ti permette di accedere a opportunità lavorative migliori e di aumentare il tuo reddito. Il mercato paga il valore che porti, ricordalo.

            Finanziamento per un’Attività Imprenditoriale
            Può generare profitti nel lungo termine se ben pianificato.


            Cos’è il Debito Cattivo

            Il debito cattivo finanzia beni o servizi che non producono valore, anzi lo potrebbero perdere nel tempo.

            Esempi di Debito Cattivo:

            Mutuo per l’Acquisto di una Casa (per andarci a vivere)
            Qui si parla sempre di errore dal punto di vista finanziario, meglio specificarlo ancora una volta.
            Ovviamente ti darebbe stabilità abitativa, ma è sempre meglio optare per un affitto che puoi calcolare in anticipo e ti dà la libertà di movimento (specie al giorno d’oggi). Se per qualche motivo dovessi essere costretto ad andare a vivere in un’altra città o paese la dovresti svendere e senza considerare i costi di gestione e di imprevisti.

            Inoltre in questo caso non ti sei bruciato (in quanto avrai un reddito) l’unica possibilità di “indebitamento finanziario”, ossia la possibilità di accedere a un mutuo (in quel caso meglio farlo per investimento come business come accennato al punto precedente che ti porta altre entrate piuttosto che un solo costo).

            Acquisti con Carte di Credito a Rata
            Un tasso di interesse elevato può trasformare un piccolo acquisto in un onere costoso. La devi usare solo per le urgenze oppure se non hai la possibilità semplicemente non esegui l’acquisto.

            Finanziamenti per Beni di Lusso
            Automobili o dispositivi elettronici tendono a perdere valore nel tempo.

            Prestiti per Spese Non Essenziali
            Vacanze o shopping non creano alcun valore finanziario a lungo termine.

            Ricorda sempre che banche e finanziarie vendono denaro come loro core business e quasi mai è a buon prezzo!


            Come Gestire il Debito

            Dai Priorità ai Debiti Cattivi
            Estingui prima i debiti con alti tassi di interesse o con beni che non generano valore.

            Esempio
            Una carta di credito con un tasso del 20% va saldata prima di un mutuo con un tasso del 3%.

            Ottimizza i Debiti Buoni:

              • Valuta la rinegoziazione di un mutuo o il consolidamento di prestiti per ridurre i tassi di interesse.
              • Esempio: Un mutuo a tasso fisso del 4% può essere surrogato a un tasso del 2%.

            Evita di Aggiungere Debiti Cattivi
            Prima di accendere un prestito, chiediti: “Questo debito mi aiuterà a migliorare le finanze o creerà problemi futuri?”


            Tabella Comparativa: Debito Buono vs Debito Cattivo

            migliorare le finanze - tabella comparativa debito buono e debito cattivo

            Errori Comuni da Evitare

            Confondere i Due Tipi di Debito
            Non tutti i prestiti sono uguali. Analizza sempre lo scopo del debito.

            Ignorare i Costi Nascosti
            Commissioni, penali di rimborso anticipato o tassi variabili possono rendere un debito apparentemente buono molto costoso.

            Sottovalutare il Rischio di Sovraindebitamento
            Anche troppo debito buono può diventare un problema se non gestito correttamente.


            Conclusione

            Distinguere tra debito buono e cattivo è essenziale per prendere decisioni finanziarie consapevoli. Prioritizza i debiti buoni che ti aiutano a costruire ricchezza e lavora per eliminare i debiti cattivi il prima possibile.

            9. Attenzione ai Costi dei Prodotti Finanziari

            Quando investi o utilizzi strumenti finanziari, i costi associati possono erodere significativamente i tuoi guadagni senza che te ne accorga. Anche spese apparentemente minime, come commissioni o spese di gestione, possono sommarsi nel tempo e ridurre il rendimento complessivo.


            Tipologie di Costi Finanziari

            – Commissioni di Acquisto e Vendita:

              • Queste sono applicate quando compri o vendi strumenti finanziari, come azioni o obbligazioni.
              • Esempio: Una commissione di 0,5% su un acquisto di 10.000 € in azioni è pari a 50 €.

            Spese di Gestione:

              • Fondi comuni di investimento o ETF possono addebitare costi annuali per la gestione del portafoglio.
              • Esempio: Un fondo con una commissione dell’1,5% riduce il tuo rendimento di 150 € per ogni 10.000 € investiti.

            – Costi di Uscita:

              • Alcuni prodotti prevedono penali per il ritiro anticipato.
              • Esempio: Un conto deposito vincolato probabilmente ti addebita una penale se prelevi prima della scadenza.

            – Spread su Prodotti Bancari:

              • Differenza tra il tasso di acquisto e quello di vendita, ad esempio per valute o obbligazioni.
              • Esempio: Per un’obbligazione acquistata a 100 € con uno spread del 2%, il valore effettivo potrebbe scendere a 98 €.

            L’Impatto dei Costi nel Lungo Termine

            Il costo apparentemente basso di un prodotto può accumularsi significativamente nel tempo, riducendo i benefici dell’interesse composto. Per questo motivo bisogna fare attenzione ai costi del prodotto finanziario su cui si va ad investire.

            Esempio Pratico:

            • Investimento di 10.000 € in un ETF con un rendimento annuo del 7%:
              • Costi dello 0,2%: Dopo 20 anni, il capitale cresce a 37.623 €.
              • Costi dell’1,5%: Dopo 20 anni, il capitale si riduce a 31.172 €.
              • Differenza: 6.451 € persi in costi.

            Strategie per Ridurre i Costi

            – Confronta le Opzioni:
            Utilizza strumenti di confronto online per verificare le commissioni e scegliere prodotti con costi bassi. Per gli ETF verifica tutti i dati di riferimento su Just ETF

              • Esempio: Prediligi ETF con commissioni sotto lo 0,3% rispetto a fondi comuni con costi superiori all’1%.

            – Evita i Prodotti Complessi:
            Strumenti come polizze finanziarie o fondi a gestione attiva spesso nascondono costi elevati e rendimenti poco competitivi.

            – Valuta Piattaforme Online:
            Molti broker online offrono tariffe ridotte rispetto alle banche tradizionali.

            – Controlla il TAEG:
            Se utilizzi prestiti o finanziamenti, considera sempre il TAEG, che include tutti i costi effettivi del prodotto.


            Errori Comuni da Evitare

            – Ignorare i Costi Nascosti:
            Leggi sempre le note informative per verificare tutte le spese associate.

            – Pagare per Servizi Superflui:
            Molti prodotti includono opzioni non necessarie per i tuoi obiettivi.

            – Concentrarsi Solo sui Rendimenti:
            Un alto rendimento può essere annullato da costi di gestione elevati.


            Conclusione

            Prestare attenzione ai costi dei prodotti finanziari è essenziale per massimizzare i rendimenti.
            Scegliendo strumenti efficienti e a basso costo, puoi migliorare le finanze e far crescere il tuo patrimonio in modo più efficace.

            10. Diversifica il Tuo Portafoglio

            La diversificazione è una delle strategie più efficaci per ridurre i rischi e aumentare la stabilità del tuo portafoglio di investimenti e per questo è una strategia chiave per migliorare le finanze nel tempo. Distribuendo il capitale tra diverse classi di asset, settori e aree geografiche, puoi mitigare l’impatto delle fluttuazioni di mercato.


            Cos’è la Diversificazione?

            La diversificazione consiste nel suddividere il tuo capitale in modo strategico tra diverse opportunità di investimento, così che le perdite in un settore o asset siano compensate dai guadagni in altri.

            Esempio Pratico:
            Un portafoglio diversificato potrebbe includere:

            • 50% in obbligazioni per stabilità.
            • 30% in azioni per crescita.
            • 10% in materie prime per protezione dall’inflazione.
            • 10% in liquidità per opportunità di investimento a breve termine.

            Benefici della Diversificazione

            1. Riduzione del Rischio: Se un asset perde valore, altri possono bilanciare la perdita.
            2. Migliore Rendimento nel Lungo Termine: Investimenti diversi rispondono in modo variabile ai cicli economici, migliorando la resilienza.
            3. Protezione dall’Inflazione: Asset come immobili e materie prime tendono a mantenere il loro valore durante periodi inflazionistici.

            Come Diversificare il Portafoglio

            – Classi di Asset:

              • Azioni: Per il potenziale di crescita.
              • Obbligazioni: Per stabilità e reddito.
              • Immobili: Per un reddito passivo a lungo termine.
              • Materie Prime: Per protezione contro l’inflazione.
              • Liquidità: Per coprire esigenze immediate o investimenti opportunistici.

            – Aree Geografiche:

              • Non concentrare tutto il capitale in un solo paese o continente. Es. Investire in mercati emergenti può offrire opportunità di crescita.

            Settori:

              • Distribuisci il capitale tra settori come tecnologia, salute, energia e beni di consumo.

            Errori Comuni nella Diversificazione

            1. Eccessiva Concentrazione: Investire troppo in un unico asset o settore aumenta il rischio.
            2. Sottovalutare i Costi: Alcuni prodotti per la diversificazione (es. fondi multi-asset) possono avere costi elevati.
            3. Non Aggiornare il Portafoglio: È importante ribilanciare periodicamente il portafoglio per mantenerlo allineato ai tuoi obiettivi.

            Tabella di Esempio di Allocazione Diversificata del Portafoglio

            (Ricordo sempre che non sono consigli finanziari e di fare le tue ricerche o di affidarti a professionisti prima di mettere a rischio i tuoi capitali sui mercati finanziari)

            migliorare le finanze - tabella distribuzione assett finanziari investimenti

            Conclusione

            Diversificare il portafoglio è una strategia indispensabile per migliorare le finanze e proteggere il tuo patrimonio. Con una distribuzione equilibrata e periodiche revisioni, puoi affrontare le sfide di mercato con maggiore sicurezza.

            11. Proteggiti dall’Inflazione

            L’inflazione è il nemico silenzioso delle finanze: riduce il potere d’acquisto del denaro, rendendo necessario adottare strategie per proteggere il tuo patrimonio. Capire come l’inflazione influisce sui tuoi risparmi e investimenti è cruciale per migliorare le finanze.


            Cos’è l’Inflazione?

            L’inflazione è l’aumento generale e costante dei prezzi di beni e servizi nel tempo. Questo significa che, con lo stesso importo di denaro, in futuro potrai acquistare meno beni rispetto ad oggi.

            Esempio Pratico:

            Con un’inflazione annua del 3%, 10.000 € oggi avranno un potere d’acquisto equivalente a circa 7.441 € in 10 anni. Ecco perché mantenere il denaro fermo su un conto corrente a rendimento zero equivale a una perdita.


            Strategie per Proteggersi dall’Inflazione

            – Investi in Asset che Superano l’Inflazione:

              • Azioni: Offrono rendimenti superiori all’inflazione nel lungo termine.
              • Immobili: I valori degli immobili e gli affitti tendono a salire con l’inflazione.
              • Materie Prime: Oro e altre commodity spesso mantengono il loro valore durante periodi di alta inflazione.

            – Usa Obbligazioni Indicizzate all’Inflazione:

              • I BTP Italia e i TIPS (negli Stati Uniti) sono strumenti che adeguano il capitale e gli interessi all’andamento dell’inflazione, proteggendo il valore reale dell’investimento.

            – Evita eccessiva Liquidità:

              • Mantenere troppo denaro su conti correnti non remunerati è un errore. Trasferisci una parte del tuo capitale in investimenti con rendimenti superiori all’inflazione.

            – Diversifica in Valute Estere:

              • Durante periodi di inflazione elevata locale, detenere asset in valute stabili (es. dollaro o franco svizzero) può preservare il valore del tuo patrimonio.

            Errori Comuni da Evitare

            – Non Investire per Paura del Rischio:

              • Lasciare il denaro fermo a causa del timore di perdere valore può portare a una perdita certa a causa dell’inflazione.

            – Concentrarsi solo su un Asset:

              • Puntare tutto su oro o immobili può creare un portafoglio sbilanciato e vulnerabile.

            – Ignorare i Tassi Reali:

              • Considera sempre il rendimento reale, cioè il rendimento nominale meno l’inflazione.

            Tabella di Protezione dall’Inflazione (Esempio)

            migliorare le finanze - tabella protezione inflazione

            Strumento Pratico: Calcola il Rendimento Reale

            Puoi calcolare il rendimento reale con questa formula:

            Rendimento Reale = Rendimento Nominale – Inflazione

            Rendimento Reale = Rendimento Nominale – Inflazione

            Esempio:

            • Investi in un ETF con rendimento nominale del 6%.
            • Inflazione annua stimata: 2%.

            Rendimento Reale = 6% – 2% = 4% (meno le imposte sulle rendite finanziarie)


            Conclusione

            L’inflazione è inevitabile, ma adottare strategie mirate ti permette di preservare e far crescere il tuo patrimonio.
            Investi in asset capaci di superare l’inflazione e diversifica per proteggerti dalle sue conseguenze negative.

            12. Crea un Fondo di Emergenza

            Un fondo di emergenza è essenziale per affrontare imprevisti finanziari senza compromettere il tuo stile di vita o accumulare debiti. Che si tratti di una spesa medica imprevista, una riparazione urgente, una multa o una perdita temporanea di reddito, un fondo di emergenza è la tua prima linea di difesa.


            Cos’è un Fondo di Emergenza?

            È una riserva di liquidità, facilmente accessibile, destinata esclusivamente a coprire spese impreviste. Non va confuso con i risparmi per obiettivi specifici (es. vacanze o acquisto di una casa). Infatti questo fondo di emergenza deve essere allocato in un altro conto specifico (di difficle accesso, ossia senza carte di debito o credito). Ricorda che ogni conto deve avere una funzionalità precisa per la tipologia delle tue finanze.

            Importo Consigliato

            Il fondo dovrebbe coprire almeno 6 mesi delle spese essenziali. Questo ti darebbe modo, in caso perdessi temporaneamente un reddito, di rifarti senza stressarti o accumulare debiti. 6 mesi sono il minimo, ma io personalmente suggerisco sempre almeno 12 mesi, ossia un anno. Io come ti ho indicato in precedenza ho 30 mesi di copertura su un conto che mi copre l’inflazione e poco più.

            Esempio Pratico:

            • Spese mensili totali: € 1.500
            • Fondo consigliato: almeno € 9.000

            Dove Conservare il Fondo di Emergenza

            – Conti di Risparmio:

              • Alta liquidità e sicurezza.
              • Rendimento basso, ma accettabile per uno strumento di emergenza (basta che ti copra dall’inflazione)

            – Conti Deposito a Breve Termine:

              • Ideali se offrono penalità minime per prelievi anticipati (es. depositi vincolati per 6-12 mesi lasciandoci solo il 50%)

            Liquidità Mista:

              • Parte in contanti (per emergenze immediate).
              • Parte in strumenti facilmente disinvestibili (per emergenze più rilevanti).

            Strategie per Creare un Fondo di Emergenza

            Non esiste una regola specifica diversa da quelle indicate a inizio articolo inerente al risparmio. Devi abbassare il tuo costo di vita (indice che non te lo puoi permettere) oppure migliorare le tue competenze per aumentare le tue entrate. Creare un fondo di emergenza è una priorità assoluta.


            Errori Comuni da Evitare

            – Non Separare il Fondo

              • Conservare il fondo nel conto corrente principale aumenta il rischio di utilizzarlo per spese non necessarie. Errore gravissimo. Come indicato in precedenza questo fondo deve essere allocato in un conto di difficile accesso e dunque senza alcun tipo di carta associata. Ha appunto lo scopo di fungere di emergenza!

            – Non Adattarlo alle Tue Esigenze

              • Il fondo deve crescere se aumentano le tue spese mensili (dal momento che deve coprire un tot. di mesi di tuo stile di vita).

            – Investire il Fondo in Strumenti Rischiosi

              • Il fondo deve essere liquido e sicuro, non soggetto alla volatilità dei mercati.

            Conclusione

            Creare e mantenere un fondo di emergenza è uno dei passi più importanti per migliorare le finanze.
            È il tuo cuscinetto di sicurezza, che ti permette di affrontare imprevisti con serenità e senza compromettere il tuo futuro finanziario o portare altro stress nella tua vita. Se hai già questo problema valuta il corso di gestione dello stress finanziario.

            CONCLUSIONE

            Ora che hai compreso i 12 passi fondamentali per migliorare le finanze, è il momento di passare all’azione.
            Applicare anche solo una parte di questi principi può fare una grande differenza nel modo in cui gestisci il denaro e costruisci il tuo futuro finanziario.

            Prossimi Passi

            1. Metti in Pratica: Inizia con il passo che senti più urgente o realizzabile e inizia ad applicare.
            2. Monitora i Tuoi Progressi: Usa strumenti come app di budgeting o fogli Excel per tenere traccia dei miglioramenti.
            3. Continua a Formarti: Migliorare le finanze è un processo continuo. Leggi, segui corsi e rimani aggiornato sulle opportunità disponibili.

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