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COME DIVENTARE UN MENTORE E GUIDARE I FUTURI LEADER (in 5 PASSI)

Essere un Mentore per formare dei veri Leader!

Diventare un mentore per gli altri è l’obiettivo che ogni Leader deve porsi per far crescere la sua azienda o la sua organizzazione. Questo articolo ti sarà utile se lavori insieme ad altre persone, dunque che tu sia un Imprenditore che deve guidare i propri collaboratori, un Professionista che deve guidare un team di sviluppo, un Direttore Commerciale che deve guidare la propria rete vendita o un Networker, diventare un Mentore per loro deve essere una tua priorità assoluta.
Ti aiuterà leggere anche un mio articolo precedente dove spiegavo l’importanza della duplicazione nel network marketing!.
In quell’articolo si parla di Network, ma ogni attività di business è networking e relazioni umane, per cui leggilo che ti sarà utile e troverai parecchi spunti aziendali.

Affinchè la tua organizzazione cresca adeguatamente e ti porti al raggiungimento degli obiettivi e dunque avere successo devi diventare un eccellente guida, un mentore per i tuoi leader. La duplicazione, la crescita della tua struttura e la delega dei processi, dunque, è direttamente proporzionale alle tue abilità di formazione e quindi da quanto sei bravo come mentore.
Molte persone si fermano proprio davanti a questo ostacolo, ossia il fatto di non sentirsi all’altezza, ma nel lavoro, come nella vita, per raggiungere dei risultati migliori rispetto la media delle persone bisogna essere disposti a imparare e ad assumersi delle responsabilità.

Ovviamente come tutte le cose, impari e tutto poi sarà facile. Dunque come ogni abilità anche quella di essere mentore va imparata, perchè mentore non si nasce, ma si diventa. Diventare un mentore per gli altri significa assumersi delle responsabilità di guidarli al suo successo (di riflesso il tuo) e questo comporta delle responsabilità in noi stessi, prima, e nei loro confronti, poi.
Tutti diventeremo mentori nel tempo, vivendo ed acquisendo esperienza di vita. Ovviamente studiando e migliorandoci in un settore o in una professione specifica arriveremo prima a essere identificati come autorevoli e dunque essere scelti come mentori da qualcuno. 

mentoring
RACCOGLIERAI I FRUTTI DI CIO’ CHE FARAI CRESCERE INTORNO A TE

Essere mentori, però, richiede degli investimenti di tempo ed energia:

1- In noi stessi per crescere e migliorarci

2- Negli altri per insegnare loro a come diventare dei veri leader

Tempo ed energia sono risorse molto preziose per ognuno di noi, per cui, essere mentore per qualcuno non significa sostituirli in tutto e per tutto, ma piuttosto insegnargli a come fare determinate cose e poi loro le devono fare! Nel business diventa fondamentale che ci sia un equilibrio in quello che fa il mentore e in quello che fa il proprio “allievo” perchè solo in questo modo li farai crescere e raggiungere i loro obiettivi. Scegli dunque bene i tuoi collaboratori, perchè a loro dovrai destinare una parte del tuo bene più prezioso, IL TEMPO!
Sii, dunque, mentore dei tuoi collaboratori e falli crescere, ma appena saranno indipendenti non perdere tempo e focalizzati sul far crescere un altro tuo futuro leader. Non dimentichiamoci che il tempo è VITA (e non denaro come si sente ingenuamente spesso dire)!
RICORDA, per diventare un grande mentore devi formare te stesso, poi dei veri leader, sicuri di sè e capaci di insegnare le loro abilità alle persone del proprio team. 
Condividi questa visione e filosofia alla tua intera struttura e il successo non tarderà ad arrivare.

5 CONSIGLI PER ISTRUIRE E GUIDARE I FUTURI LEADER

Gli imprenditori o coloro che sono a capo di un’organizzazione non possono semplicemente sedersi e aspettare che arrivino nuovi leader nel loro team, pienamente sviluppati. Devono, piuttosto, identificare attivamente i dipendenti o i collaboratori con un elevato potenziale di leadership e quindi trovare i modi per coltivare e sviluppare al meglio tale potenziale.

Lasciare, dunque, lo sviluppo del talento al caso non è di certo una buona opzione per nessun tipo di organizzazione, specie per coloro che vogliono automatizzare di più la propria attività delegando compito e ricavarsi più tempo libero senza che la loro attività ne risenta.
Lo sviluppo del talento richiede un impegno serio di tempo e risorse.

Pensi di non aver tempo? Fattene una ragione, lo devi trovare perchè fa parte del tuo processo di imprenditorialità.
Ti dò comunque una soluzione. Spesso pensiamo di non avere tempo perchè ammassiamo giorno dopo giorno cose che poi diventano di difficile digeribilità. La soluzione per trovare tempo è semplicemente quello di prendere ogni giorno decisioni e fare le cose finchè sono piccole e contenute.
Nel caso specifico di cui ti parlavo in questo capitolo, puoi dedicare anche solo mezz’ora ogni giorno (oppure 2 ore ogni venerdì pomeriggio) a far crescere i membri del tuo team e alla fine di un anno avrai fatto passi enormi senza accorgertene, senza sentirne il peso e poi ricorda… queste persone in futuro guideranno la tua azienda lasciando a te la libertà e il flusso di cassa.

carriera, skills, leadership
IDENTIFICARE ED ELEVARE I FUTURI LEADER


1. Identificare la leadership

Inizia la prima identificazione dei talenti della leadership con la consapevolezza che il potenziale di leadership è facile da individuare. La riconosci nei tuoi dipendenti/collaboratori più proattivi, affidabili, precisi e premurosi nel loro lavoro, e che prendono a cuore ciò che fanno come se fosse la loro azienda e in qualche modo intraprendono azioni di controllo quando necessario.

Non limitarti a guardare i componenti con più esperienza o di livello di carriera più alto, guarda all’intera organizzazione, spesso sono quelli che partono dal basso che vogliono dimostrare quanto valgono veramente.
I tuoi futuri leader sono quelli  che vengono cercati dagli altri per avere un aiuto e di cui si fidano e affidano per determinati compiti o soluzioni. Hanno in qualche modo dimostrato la loro autorevolezza anche solo in qualche piccola nicchia di competenza all’interno della tua attività.
Non limitarti, per esempio, a dire che l’ultima assunta in amministrazione mostra precisione e una buona capacità con i numeri, ma ha solo un diploma di ragioneria.. Chiediti, invece, cosa puoi fare tu oggi per farla diventare responsabile amministrativo e, un giorno, forse anche il direttore finanziario?

2. Instaura un dialogo

Una volta individuato un dipendente/collaboratore che mostra un potenziale interessante che hai identificato, il prossimo passo richiede di instaurare un dialogo.

Inizia la tua conversazione con l’interessato spiegando il motivo per cui in lui/lei, per esempio, vedi un potenziale interessante per crescere insieme all’azienda, soddisfacendo ai bisogni futuri dell’impresa. Chiedigli cosa vede per lui/lei nel suo futuro all’interno di questa azienda. Stima la sua ambizione.

Qui raccoglierai un dato chiave per capire se puoi puntare attivamente su quella persona investendo del tuo tempo o se passare oltre..
Di fronte a un’opportunità di crescita e a un’allargare la propria zona di comfort non tutti reagiranno alla stessa maniera. Alcuni avidamente reagiranno distaccati e indifferenti dalla possibilità di imparare nuove cose, altri potrebbero sentirsi un pò a disagio, dimostrare paura e preoccupazione (semplicemente hanno bisogno del tuo supporto e aiuto nel riconoscere le proprie capacità), altri ancora ne saranno eccitati dalle sfide, dalla dinamicità e dalla carriera che possono realizzare.

Hai dunque bisogno di tutte queste informazioni per sapere come sfruttare le capacità di ognuno e costruire un piano di sviluppo che avvantaggia lei e la tua impresa.
In questa fase, dunque, dovrai chiederti se il piano di crescita e sviluppo necessità di formazione esterna aggiuntiva (personale e professionale), come intendi finanziare questo percorso e quali potrebbero essere i nuovi compiti e le attività che prevedi siano utili per questa persona per velocizzare il processo di accrescimento aziendale. 

3. Sviluppare la crescita attraverso l’apprendimento esperienziale (questa è una delle strategie più potenti che devi utilizzare)

Una delle attività che più mi hanno dato soddisfazione nelle consulenze aziendali e che hanno avuto anche il maggior impatto di crescita per quelle aziende è stato utilizzare il processo di sviluppo del capitale umano attraverso l’apprendimento esperienziale. Cosa intendo con questo? Dare la possibilità per un periodo ad alcune persone di fare rotazione nei vari reparti dell’azienda. Es. prendo colui che lavora in amministrazione e lo metto 2 settimane al mese  ad affiancare un collega al reparto marketing, poi altre due al reparto vendite, poi altre due nella logistica e così via.. Crescerà così tanto costruendo un puzzle aziendale dentro di se dal potenziale enorme, oltre a stringere rapporti cooperativi con i vari colleghi di reparto che porteranno benefici enormi a lungo termine per l’intera azienda.

Questo processo è un vero e proprio Stretching per la sua mente e orientati alla sua crescita.

Mantieni sempre la conversazione, spiega perché vuoi che assuma questo ruolo non familiare, cosa vuoi che impari e quali sono le personalità del dipartimento in cui lo stai provvisoriamente trasferendo.

Provaci, ne rimarrai positivamente stupito. Se necessiti di una consulenza per gestire professionalmente da una persona esterna questo processo, contattami pure.

4. Costruisci un percorso aziendale di coaching e mentoring

Il coaching e il tutoraggio sono componenti potenti che svolgono ruoli vitali, che vanno di pari passo, per far crescere i propri futuri leader.

Il mentoring differisce dal coaching in quanto si verifica generalmente per un periodo di tempo più lungo e si concentra sullo sviluppo olistico (benessere generale aziendale in questo caso) del futuro.
Il coaching normalmente si focalizza sul breve termine. Il coaching aiuta un individuo a superare un problema specifico, attuale o di prestazioni. Utilizzati insieme, il tutoraggio e il coaching rafforzano e maturano i futuri leader.

So che sembra veramente tanta roba. Tranquillo, mica devi fare tutto da solo, anzi, te lo sconsigli. Tutto ciò che ti stò scrivendo è per farti capire quali passi puoi seguire per fare veramente fare il salto di qualità alla tua azienda nel lungo periodo, costruendo una linea di crescita sana e solida.
Affidati sempre a professionisti esperti e competenti e che tengano particolarmente e umanamente a voler far parte di questo percorso di crescita. Io per esempio, quando decido di accettare una consulenza, lo faccio solo se mi prende dentro il progetto che vogliamo realizzare insieme. Se non sento questa sintonia e questo filo di eccitazione nell’anima non accadrà la vera magia per cui non mi stimola e declino. Il prezzo della consulenza è importante, ma se non hai a fianco uno che si sente parte di questa realizzazione non uscirà quel lato umano che fa la vera differenza.
Come scegli bene i tuoi collaboratori, scegli bene anche i tuoi consulenti. Ne parlo di questo anche in un altro articolo che trovi cliccando qui qui (  )

5. Non dimenticare l’importanza delle “Soft Skills”

Durante il processo di crescita dei tuoi futuri Leader, è fondamentale prestare tanta attenzione alla loro preparazione mentale quanto allo sviluppo del loro senso degli affari. Saranno fondamentali le reazioni ai successi, quanto ancor più ai fallimenti.
Stò parlando delle soft skills o competenze trasversali, che tanto sono diventate fondamentali (e più importanti delle skills tecniche viste fin’ora) per fare la differenza in un mondo professionale che si stà evolvendo così rapidamente.

Magari un giorno scrivo un articolo dedicato, nel frattempo te le elenco così ti fai un’idea più precisa e capirai da solo che in realtà sono le abilità più importanti di una persona nel contesto professionale odierno.

Secondo AlmaLaurea sono 14 le Soft Skills, vediamole insieme: 

1. Autonomia

È la capacità di svolgere i compiti assegnati senza il bisogno di una costante supervisione facendo ricorso alle proprie risorse.

2. Fiducia in se stessi

È la consapevolezza del proprio valore, delle proprie capacità e delle proprie idee al di là delle opinioni degli altri.

3. Flessibilità/Adattabilità

Significa sapersi adattare a contesti lavorativi mutevoli, essere aperti alle novità e disponibili a collaborare con persone con punti di vista anche diversi dal proprio.

4. Resistenza allo stress

È la capacità di reagire positivamente alla pressione lavorativa mantenendo il controllo, rimanendo focalizzati sulle priorità e di non trasferire su altri le proprie eventuali tensioni.

5. Capacità di pianificare ed organizzare

E’ la capacità di realizzare idee, identificando obiettivi e priorità e, tenendo conto del tempo a disposizione, pianificarne il processo, organizzandone le risorse.

6. Precisione/Attenzione ai dettagli

È l’attitudine ad essere accurati, diligenti ed attenti a ciò che si fa, curandone i particolari ed i dettagli verso il risultato finale.

7. Apprendere in maniera continuativa

E’ la capacità di riconoscere le proprie lacune ed aree di miglioramento, attivandosi per acquisire e migliorare sempre più le proprie conoscenze e competenze.

8. Conseguire obiettivi

E’ l’impegno, la capacità, la determinazione che si mette nel conseguire gli obiettivi assegnati e, se possibile, superarli.

9. Gestire le informazioni

Abilità nell’acquisire, organizzare e riformulare efficacemente dati e conoscenze provenienti da fonti diverse, verso un obiettivo definito.

10. Essere intraprendente/Spirito d’iniziativa

E’ la capacità di sviluppare idee e saperle organizzare in progetti per i quali si persegue la realizzazione, correndo anche rischi per riuscirci.

11. Capacità comunicativa

È la capacità di trasmettere e condividere in modo chiaro e sintetico idee ed informazioni con tutti i propri interlocutori, di ascoltarli e di confrontarsi con loro efficacemente.

12. Problem Solving

È un approccio al lavoro che, identificandone le priorità e le criticità, permette di individuare le possibili migliori soluzioni ai problemi.

13. Team work

È la disponibilità a lavorare e collaborare con gli altri, avendo il desiderio di costruire relazioni positive tese al raggiungimento del compito assegnato.

14. Leadership

È l’innata capacità di condurre, motivare e trascinare gli altri verso mete e obiettivi ambiziosi, creando consenso e fiducia.

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Come vedi la Leadership è l’ultima, non per importanza ovviamente, ma perchè sarà quella skills finale che chiuderà il cerchio del perfetto successore alla tua persona.

Mi rendo conto che l’articolo è stato un pò lungo e alquanto consistente di imput e informazioni, tuttavia ci ho messo pure una giornata solo scriverlo, ma volevo riuscire a dare un’idea precisa dei passi da seguire per diventare un mentore e far crescere i futuri Leader nella tua attività.

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